Il nostro intento è far presente l’assurdo disservizio che l’azienda Umbria Acque sta creando ai cittadini tifernati che necessitano di assistenza o di espletare normali pratiche tipo volture, cessazioni, ecc..
Quello che è stato l’ufficio predisposto a questo scopo si è trasformato, nell’unico giorno a settimana attivo, in “Punto d’ascolto”; il che significa che un’operatrice, qualsiasi cosa le si vada a chiedere, risponde che lei non può aiutare, e che ora le pratiche si possono svolgere da soli telematicamente, oppure recandosi di persona a Ponte San Giovanni e segnala ai clienti il Numero Verde a cui rivolgersi, che l’azienda mette a disposizione.

Dopo che un’ intera nazione con il referendum di giugno del 2011 si è espressa a favore dell’Acqua Pubblica, si continua a darla in gestione a privati che non solo, senza avvisare, tolgono prepotentemente quello che è l’unico contatto con i cittadini che necessitano di abituali servizi; ma ci prendono anche in giro dandoci un Numero Verde che a digitarlo risulta inesistente.
Una persona anziana come fa una voltura telematica se non sa nemmeno accenderlo un computer?
Chi non ha la patente come ci arriva a Ponte San Giovanni dato che anche il treno è stato soppresso?
Ora che noi siamo all’interno del Comune è sicuro che porteremo alla luce del sole queste indecenti prepotenze che non dovrebbero accadere in un comune dove il cittadino viene rispettato.

Marco Gasperi